La Fulminea Avventura Di Una Zanzara Tigre

di .

Domenico Gullia

La zanzara tigre si agita nel buio alla rincorsa di un desiderio ematico; percorre traiettorie ellittiche, poi rettilinee, infine elicoidali: pare quasi una freccia tricolore miniaturizzata, ma nessuno può assistere al suo show. Si adagia su una bronzea monetina da due cent, lasciata su una mensola a lottare corpo a corpo con l’ossidoriduzione. La monetina è una parentesi accennata all’interno della stanzetta di una bellissima bambina dai capelli color paglia; profuma di torta al cioccolato. Danzando, la zanzara tigre arriva nei paraggi della bambina, le sfiora ripetutamente le orecchie fino a squarciarle i sogni con l’insistenza del suo ronzio; stava sognando strade di acqua di mare diramarsi all’infinito verso l’orizzonte, incrociarsi fra di loro in tuffi di schiuma; lei le cavalcava seduta su un goffo divano rosso e ogni tanto si fermava a decidere davanti a un bivio, poi ripartiva. La bambina, indispettita per via di quel risveglio, muove freneticamente una mano alla caccia della zanzara, ma la zanzara volando la evita: ora è un ballo di coppia. Poi c’è una tregua, la bambina si ferma e il suo cuore emette dei sordi rintocchi; la zanzara ne approfitta e torna alla carica, si appoggia sulla guancia della bambina, che avverte come un prurito di allarme e schiaccia la zanzara tigre sotto la sua piccola mano, una mano che si direbbe più idonea a sostenere il bastoncino dello zucchero filato che non a cancellare esistenze.

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